scrivere fu sempre unaspeciedivampirismo

   ne dirò, non è detto .. né.

 



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giovedì, 01 febbraio 2007
 

Sai il dispendio

La tua domestica attesa

Quasi docile nemmeno a sentirla fra dita frigide e gelate

Le tue improvvise prese da dietro

                 [ FORTI di DOLORE

Di POTERE FORTI di PIACERE]

Quando non vedo

Quando non ci sei

Torno a scendere salire

A non voler restare su

Dritta e in tono come l’uomo che cammina

Come l’uomo che va senza appoggio

Sa , conosce

Guarda dove arriva lo sguardo

e anche con paura guarda fino a dove può guardare

sei pronto a chiedermi il posto che non hai

e sentire la risposta senza cedere

la tua forza  m’ incammina oltre

 

ora uomo

postato da joni | 15:21 | commenti (3)


giovedì, 02 novembre 2006
 

ESPERIMENTI di SCRITTURA AUTOMATICA
 
 
 
Certo avendo potuto sarei tornata a dimenticare   dimenarmi   lasciarti solo è una sola occasione di redenzione   un accenno    accento di molti movimenti infranti
 
 
Sarei rimasta sola innocente a chiederti perché   a risolvermi un sogno sbucciato via d’illusioni e pentimenti  mi riguarda altro non so come dire né che dire ormai
La mia esistenza si sta sempre più appropriando di me       non dimentico altro altrove 
piena di me stessa vivo     e so di esserlo sola e così grata riconoscente nel riconoscermi tutta mia
la libertà è anche questo me lo chiedo lo sto chiedendo a me   e gli altri non contano in questo meccanismo questo processo non conosciuto e privo di false righe conoscersi inconscia e profonda   approfondendo sbalzi  d’umore  e linee piatte  anche più difficili ma meno potenti e meglio gestibili governabili
i saliscendi mi riguardano ma a ben vedere e vivere mi sembrano naturali     quasi autonomi   mischiati e inerenti alla natura stessa natura di fiori carta e movimento trasformazione movenze rinascita
riprendi tutto e non si butta via niente questo pensiero costante e insistente è una botta di vita una botta un’ecologia mentale persistente voglio conoscere la mia essenza mi sento così padrona di me ora
e ancora
e ora posso
 
 
 
 
 
3 novembre ’05
[primo esperimento di scrittura ‘senza pensiero’, senza.fermarsi a credere]
 
postato da joni | 13:10 | commenti (3)


lunedì, 07 agosto 2006
 

quando sono morta

Quando sono morta

hai sentito per la prima volta la mancanza. neanche tu sapevi bene di cosa.

 finalmente libero di credere che potevi credere.

Sono andata via e tu mi hai cercata in silenzio

Mi hai voluta per un tempo così lungo..

per me ,da parte mia, morire è stato facile. La mia prima volta.

Decidere senza tornarci su. mi è sembrato naturale, finalmente. Per tutta la vita avevo creduto nella difficoltà di credere.

La mia scelta eri tu e tu non mi hai dato scelta.

Quando sono morta tu hai deciso di cercarmi

Era un po’ tardi, peccato.. avrei aspettato io a morire. tu avevi aspettato tanto. Sempre così

Se avessi saputo che c’era qualcuno a cercarmi. Cieco e inseguito. La voglia di scoprirsi vivo

Morta e tu a rianimarmi. Forse sei egoista. hai aspettato che morissi e hai scoperto cosa volere

Ora che sono morta tu non puoi vedermi. anche se sono lì. proprio dove sei.

Mi ricordo ancora quel giorno.. un giorno che era solo un attimo

Tu mi dicesti ‘ti ho amato fino a quando non sei tornata’ . allora ho capito.

Ho capito che dovevo morire per sempre

Per tenere vivo il tuo eventuale amore. Stretto.trattenuto.accarezzato

Un amore per sempre. Chi ci ha mai creduto?

Ho capito tutto

Ho capito perfino cosa volere

Allora sono morta per te

per il tuo inganno

la tua paura indurita
sfacciata paura d'amare

ora sai cosa vuoi

ma non sai cosa farci

postato da joni | 13:45 | commenti (10)


lunedì, 24 luglio 2006
 

come a casa

io l'amore lo immagino qualcosa che ti ci ritrovi dentro senza renderti bene conto di esserci entrato. e ti dici ‘oh, ma che incanto. come si sta bene, qui’

 

..come a casa

TAR.àB

tornare attraverso ricordi ABBracciati

postato da joni | 18:55 | commenti (6)
con permesso


giovedì, 20 luglio 2006
 

orologio fermo

E solo dopo essersi masturbata,

l’orologio ormai fermo riprese a girare.

Il ritmo chiaro e deciso come di chi è rassicurato.

che qualcosa si muove, si muove

sempre

E muove dentro

è successo veramente, non dico bugie.

Io e il mio orologiobiologico

e il mio orgoglio illogico.

Il mio orologio era fermo

Ora no.

Questione di pochi minuti

Elevati al piacere

TUTTO si MUOVE

Controllo l’ora

Soddisfatta del mio lavoro

Meticolosa guardo gli attimi scorrere

Ora sì

Qualcosa è cambiato.

Bisogna ascoltare gli orologi

Possono dire più di chi parla parla

e non ascolta il tempo che non passa più

 

Scorri le dita, scorri

e solleva il mondo

e adagiati lenta e sorpresa

di un istante denso cercato voluto per sé

senza esito né esitazione

 

… scorre

 

 

 

[Mi piace questo star solo. Forse
più di ogni altra cosa. Più
persino di te.

 

È come essere
chiaramente vivo
e allo stesso tempo morto.
]

 

 

Questo atto solitario
 Jack Hirschman


 

postato da joni | 14:00 | commenti (2)
 

stoffa di cane

Se torni col tuo sguardo di cane,

cagnolino

io ti lascio vivere

non guardarmi

non hai la pasta

la stoffa del cane

io sono il padrone

tu non stare lì ad aspettare elemosine di scopate

con altri

per risvegliare il tuo eventuale amore

AMORE

Illusione trasparente e confusa

Amore cosa?

Vuoi vedermi veramente scopare un altro

Io cerco l’uscita da questo corpo

Per una vita assoluta

Vuoi godere vuoi godere

e anche io non scherzo

Sono pronta e piena

Per farmi infrangere forte da chi voglio

Da chi scelgo io

Senza attese

il primo che incontro sarà il primo amore

Il primo che guarda

Tutto quello che hai chiesto sarà suo

Darò se mi guarda serio composto esultante

Sono una troia serena

Felice

Quanto mi piace essere felice!

Sarà tutto vero

Così vero da non crederci

Vero come è stato tutto quello che ho voluto

Ma TU non vuoi

Non mi vuoi non mi vuoi

Come fai a non volermi

Questo mi turba

E con sospetto

Sto a chiedermi cosa voglio io

La mia sessualità è fiorita

Così matura e in polpa, ora

Non un intervallo per dare spazio a un pensiero qualsiasi

Ci sono io

Che attendo copiosa

Andate via!

Via.

lascio una stoffa di vestito nudo, intimo da annusare

in mezzo alla strada sporca

ai cani

postato da joni | 12:43 | commenti (2)


martedì, 16 maggio 2006
 

p

Io e Lei siamo lì, che lottiamo , come figure di un pittore del Cinquecento Nero

Siamo lì, abbrancati  come una mantide che fa l'amore con un passerotto. E, visti da lontano, sui pendii del fuoco arancione, glaciale  di quella nube alla periferia di Roma, si potrebbe essere incerti se è coito, sonno o duello  all'ultimo sangue.
Finchè resta - e resta a lungo -
la luce su quella montagna di luce d'aranci,
su quell'ombrella spumeggiante ..

Poi, su quel pezzo di cielo   si spengono i riflettori,
pian piano.

P.P.Pasolini

postato da joni | 00:07 | commenti (7)


martedì, 07 febbraio 2006
 

Su[  p ]POSIZIONI 

 

Vorrei essere intelligente

Avere richieste d’ascolto su questioni importanti. Condizioni propizie ad intraprenderci, capire gli intenti prima delle intenzioni, appisolarsi su un ricamo di dita che tracciano linee immaginarie.

Quel giorno capirei cosa fare.

Ho ricevuto una domanda implicita e poco attenta. Ieri sera . si tornava da un posto qualunque. Chiacchiere a profusione, troppa luce, troppo.

Il muco m’attutiva i suoni e le cazzate, almeno quelle. Ho recitato la parte di quella che aspetta, rimane in disparte pur restando vigile. Agiata in un ozio forzato. e vicina a te. ti ho toccato il ginocchio destro accarezzandolo. Tu la coscia sinistra. Sotto al tavolo. Non volevi smettere.

Tutti facevano domande strane ieri. Io non ne facevo  

All’inizio ero l’unica donna. per tutti. Una giovane donna. 

un’altra è capitata fra noi col mio strano assenso. In genere sono una che sta a suo agio fra uomini.  tanti , pochi, uno  due. ..questione alla quale ho smesso di interrogarmi.

ho un uomo davanti, musicista. Inizia a dirmi che sente l’estate ormai vicina, che i suoi propositi sessuali si affinano, prendono il sopravvento. Tutto perde d’ importanza tranne il desiderio. È la sua stagione  e i suoi picchi d’entusiasmo si palesano in ore particolarmente umide. I segni d’acqua ricercano le situazioni estreme. l' aiutano a ricordarsi d’esistere. non trovano soluzioni estreme, come ci si aspetterebbe. Si spaventano e stagnano un po’. ma questo ha una sua funzione.

io sono un segno d’acqua e tutto quello che so è che sono portata alla fluidità. ogni  soluzione  salina  è  per  me  primaria. come un medicamento. la giusta cura. Ottiene un riscontro immediato sul mio fisico. Umori, linfe, secrezioni. Mare. Maree. L’acqua madre del mio corpo.

C’è una vaghezza che mi prende

 Il mio carattere più entusiasmante, divagare. Credo una malattia. Inizio a parlare di qualcosa e tutto si dirama, prende grandi forme ..di strade e cunicoli sotto. non sapere dove si arriva

tutto vero. Succede se la discussione si fa interessante. Mi sorprende d’impeto una manìa di grandezza. Ma non egoistica, perché ascolto. Una smania di curiosità eccentriche, per lo più banali che rendono la conversazione vivace, entusiasta entusiasmante  . esausta ,  felice. Forse..

Si ride.  questo è importante.

Non vorrei mai ci si spaventi della propria personale visione di se stessi. Soprattutto mentre ci si ascolta.

Quello di cui dubito, ma non di frequente, è che certi uomini siano realmente interessati ad una conversazione qualunque. Magari stanno lì a guardarti le movenze, l’apertura della bocca e le ciglia lunghe.allungandosi fin troppo con lo sguardo tra un battito e. Me ne cade una  Sul piatto bianco. Scura  ricurva , si esprime così. La interrogo sulla possibilità di aprirmi a qualcuno con naturalezza. mi guarda . Non ritento

Meno male che non ho le tette grandi. sarebbero promettenti solo in certe occasioni. Grandioccasioni. 

 Ovvio , se mi alzo mi guardano il culo. Ininterrotti. Questo lo so. glielo concedo, non li vedo..

In un attimo trovo l’occasione per uscire da questo posto terrificante.

Fuori . freddo . ripenso a come troppe volte mi domando se quello che dico sia vero mentre lo sto dicendo.

 distogliermi da miei pensieri.ora.

respiro. Aria fredda.  mi predispongo alla domanda. ‘Vuoi entrare nella mia macchina, nel frattempo?’ .. per non infreddolirti...

Un sì immediato parla prima di me. Viene prima di pensare. poi ammutolisce

Cammino verso l’auto, mentre lui da lontano disinnesca la sicura. Entro , mi siedo.

Rifletto  un po’ meno fredda . sola.

Il musicista è un tipo gentile. Il musicista mi ha ospitato nella sua macchina per trenta secondi.

Lui ha ospitato il mio culo sul suo sedile anteriore.prima di trovarmi in un altro. 

E mentre mi avvicinavo alla sua macchina, allontanandomi, me l’ha guardato.

comprimo e mi scaldo.

il musicista è un genio

[ ha le corde tese ]

postato da joni | 19:22 | commenti (31)


martedì, 27 dicembre 2005
 

sedimenti/chi
non lasciare il passo che osa
non assecondare la fretta di un affanno
S.T.A.N.C.ANTE
come un'immobilità che inchioda
SCRIVO
per sentirmi esistere
scrivo altrove
per non trovar tracce troppo facili
TI VEDO
nebbioso di luce
lucente di scuro ombrarti
mi astengo e sono
sento le dita fremere tutte

chi infesto?
.. ...
ti infesto
ti conosco
ti invado
 
..qualcosa mi sfugge
mi sfuggirà sempre
 
lo ignoro e sto vicina..
ignorante del fatto di esserci -di essere qui- da te ..
chè .. se sapessi perchè sono qui non sarei qui
 
 
Felice di pensarti
di poterlo immaginare  il tuo pensiero
 
La bellezza sarà CONVULSA o non sarà
postato da joni | 12:14 | commenti (12)


domenica, 04 dicembre 2005
 

.

un punto
che io trovo in superficie
e affiora da sotto
un punto ammaestrabile
a d d o m e s t i c a b i l e
volendolo
una voglia allo sbaraglio
certa precisa densa
e sicura
di qualcosa che desidera.
di un effetto
che auspica
sfiora
e raggiunge.
e sovviene
se solo inizia ..
il resto
la continuazione
è un seguito certo
anche senza continuare
senza niente da aggiungere
né da dividere.

.. è il resto
che viene da sé

 

postato da joni | 20:16 | commenti (6)
puntoacapo


martedì, 15 novembre 2005
 

 

aspettare qualcosa d'indefinibile

desiderare l'inesistente

 

c'è un endometrio fisso qui
e fa fatica

a sfaldarsi

     .. cedere

in un quarto di giro

/__

in un quarto di me

postato da joni | 15:17 | commenti (4)


giovedì, 06 ottobre 2005
 

 

 

Certo fu impressionante

la stabilità del desiderio..
giacevi accanto al mio fiancosinistro,  insplendida
apatia
e a me non era poi così difficile
sentire il tuo pensiero   variabile negli umori e nelle ipocrisie

[ dispensami ]

da.

 Alifi

 

 

 

 

 

postato da joni | 19:25 | commenti (8)
my larder


mercoledì, 05 ottobre 2005
 

Racconta di una visione
 

Racconta di una visione, dimmi di una visione   Fammi vedere quello che vedi   Raccontami la visione  Prima di ogni altra cosa parlami. Prima di tutto dimmi chi sei. Per primo dimmi che sei tu. Non voglio avere a che fare con altri te. Sei tu che siedi accanto ?  Ti sdrai e dormi sopra.  Io sono sotto. …pelle d’animale lunga.. sulla schiena carnale addosso. Un tappeto di nulla si posa senza peso… Il mio impermeabile lungo, fino ai capelli e i piedi nudi, scoperti. Tutto combacia. Il tuo corpo sopra al mio rovesciato… cuciture all’aria, scucite. e le mie natiche allungate sulle tue anche scoscese come ciglia bagnate che scrollano via l’inutile. Comprimi i tuoi dolori sui miei fianchi …e togli di dosso l’amarezza. Io rimango sola e mi ascolto, prima di ogni altra cosa, non più mia. Sola, solubile…Vago. Sdraiati e spegni. La luce è già lontana e, dentro, il buio non è solo assoluto. (lo assolvo) Di dentro un lumicino lo scalda piano. senza fermarsi   .. a pensare   Mi poso ancora. I miei sedimenti finalmente calmi, piatti. si son trovati. Silenzio…dimentica

Non pensare, non avere fretta, metti radici profonde

 

 

 

postato da joni | 12:03 | commenti (2)


martedì, 04 ottobre 2005
 

Petruccioli e me

 L      -senti ..ma  hai qualcosa ..mmmm ___ della letteratura sui disturbi sessuali ?

 

S     -perchè.. non ti senti bene ?

 ahahahahahAHAHAHAHhhh

[quando la devianza diventa normalità]

postato da joni | 00:16 | commenti (1)


lunedì, 03 ottobre 2005
 

ricciolino di burro.

Mi manchi tra le cosce.
nel tuo mento improvviso
s'infila piano
la presenza
nell'incavo dell'ascella nuda,
sfiorita
scema, non più mia
che mi legava il corpo al tuo, impalpabile, imponderabile.
non mi sento
senza rumore
come una goccia fredda
viva.
vorrei cercare un'allegria senza riso  seria, profonda, fresca - un giorno da veglia, vigile al sonno.
gioco a infilare spilli sul dito mignolo e vedere il colore che ho dentro -non mi spaventa-


invasa e dispersa
_________


e il mio pensiero intimo, ascoltarti

 

Ho lasciato sul frigo la LISTAdellaSPESA
insieme alle cose da fare:

rendi magro il burro
consuma lentamente i ricciolini
voglio estenuare il tuo pensiero per me, prima di consumarlo del tutto.
tu sei ricciolino di burro
e non posso più tenerti
sotto la lingua morbido o indurirti nel frigo per ridarti forma.
io resto di burro
ad arricciarmi sola
tutt'intorno a un buchino da riempire

Ti bacio solo un pò
sola e lontana per le emozioni

tutto è rosso qui.
sangue fermo
ormai sarò donna
fino all' e s t e n s i o n e

postato da joni | 15:22 | commenti (4)
già-mono