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giovedì, 01 febbraio 2007
Sai il dispendio
La tua domestica attesa
Quasi docile nemmeno a sentirla fra dita frigide e gelate
Le tue improvvise prese da dietro
[ FORTI di DOLORE
Di POTERE FORTI di PIACERE]
Quando non vedo
Quando non ci sei
Torno a scendere salire
A non voler restare su
Dritta e in tono come l’uomo che cammina
Come l’uomo che va senza appoggio
Sa , conosce
Guarda dove arriva lo sguardo
e anche con paura guarda fino a dove può guardare
sei pronto a chiedermi il posto che non hai
e sentire la risposta senza cedere
la tua forza m’ incammina oltre
ora uomo
giovedì, 02 novembre 2006
ESPERIMENTI di SCRITTURA AUTOMATICA
Certo avendo potuto sarei tornata a dimenticare dimenarmi lasciarti solo è una sola occasione di redenzione un accenno accento di molti movimenti infranti
Sarei rimasta sola innocente a chiederti perché a risolvermi un sogno sbucciato via d’illusioni e pentimenti mi riguarda altro non so come dire né che dire ormai
La mia esistenza si sta sempre più appropriando di me non dimentico altro altrove
piena di me stessa vivo e so di esserlo sola e così grata riconoscente nel riconoscermi tutta mia
la libertà è anche questo me lo chiedo lo sto chiedendo a me e gli altri non contano in questo meccanismo questo processo non conosciuto e privo di false righe conoscersi inconscia e profonda approfondendo sbalzi d’umore e linee piatte anche più difficili ma meno potenti e meglio gestibili governabili
i saliscendi mi riguardano ma a ben vedere e vivere mi sembrano naturali quasi autonomi mischiati e inerenti alla natura stessa natura di fiori carta e movimento trasformazione movenze rinascita
riprendi tutto e non si butta via niente questo pensiero costante e insistente è una botta di vita una botta un’ecologia mentale persistente voglio conoscere la mia essenza mi sento così padrona di me ora
e ancora
e ora posso
3 novembre ’05
[primo esperimento di scrittura ‘senza pensiero’, senza.fermarsi a credere]
lunedì, 07 agosto 2006
Quando sono morta
hai sentito per la prima volta la mancanza. neanche tu sapevi bene di cosa.
finalmente libero di credere che potevi credere.
Sono andata via e tu mi hai cercata in silenzio
Mi hai voluta per un tempo così lungo..
per me ,da parte mia, morire è stato facile. La mia prima volta.
Decidere senza tornarci su. mi è sembrato naturale, finalmente. Per tutta la vita avevo creduto nella difficoltà di credere.
La mia scelta eri tu e tu non mi hai dato scelta.
Quando sono morta tu hai deciso di cercarmi
Era un po’ tardi, peccato.. avrei aspettato io a morire. tu avevi aspettato tanto. Sempre così
Se avessi saputo che c’era qualcuno a cercarmi. Cieco e inseguito. La voglia di scoprirsi vivo
Morta e tu a rianimarmi. Forse sei egoista. hai aspettato che morissi e hai scoperto cosa volere
Ora che sono morta tu non puoi vedermi. anche se sono lì. proprio dove sei.
Mi ricordo ancora quel giorno.. un giorno che era solo un attimo
Tu mi dicesti ‘ti ho amato fino a quando non sei tornata’ . allora ho capito.
Ho capito che dovevo morire per sempre
Per tenere vivo il tuo eventuale amore. Stretto.trattenuto.accarezzato
Un amore per sempre. Chi ci ha mai creduto?
Ho capito tutto
Ho capito perfino cosa volere
Allora sono morta per te
per il tuo inganno
la tua paura indurita
sfacciata paura d'amare
ora sai cosa vuoi
ma non sai cosa farci
lunedì, 24 luglio 2006
io l'amore lo immagino qualcosa che ti ci ritrovi dentro senza renderti bene conto di esserci entrato. e ti dici ‘oh, ma che incanto. come si sta bene, qui’
..come a casa
TAR.àB
tornare attraverso ricordi ABBracciati
giovedì, 20 luglio 2006
E solo dopo essersi masturbata,
l’orologio ormai fermo riprese a girare.
Il ritmo chiaro e deciso come di chi è rassicurato.
che qualcosa si muove, si muove
sempre
E muove dentro
è successo veramente, non dico bugie.
Io e il mio orologiobiologico
e il mio orgoglio illogico.
Il mio orologio era fermo
Ora no.
Questione di pochi minuti
Elevati al piacere
TUTTO si MUOVE
Controllo l’ora
Soddisfatta del mio lavoro
Meticolosa guardo gli attimi scorrere
Ora sì
Qualcosa è cambiato.
Bisogna ascoltare gli orologi
Possono dire più di chi parla parla
e non ascolta il tempo che non passa più
Scorri le dita, scorri
e solleva il mondo
e adagiati lenta e sorpresa
di un istante denso cercato voluto per sé
senza esito né esitazione
… scorre
[Mi piace questo star solo. Forse
più di ogni altra cosa. Più
persino di te.
È come essere
chiaramente vivo
e allo stesso tempo morto. ]
Questo atto solitario
Jack Hirschman
Se torni col tuo sguardo di cane,
cagnolino
io ti lascio vivere
non guardarmi
non hai la pasta
la stoffa del cane
io sono il padrone
tu non stare lì ad aspettare elemosine di scopate
con altri
per risvegliare il tuo eventuale amore
AMORE
Illusione trasparente e confusa
Amore cosa?
Vuoi vedermi veramente scopare un altro
Io cerco l’uscita da questo corpo
Per una vita assoluta
Vuoi godere vuoi godere
e anche io non scherzo
Sono pronta e piena
Per farmi infrangere forte da chi voglio
Da chi scelgo io
Senza attese
il primo che incontro sarà il primo amore
Il primo che guarda
Tutto quello che hai chiesto sarà suo
Darò se mi guarda serio composto esultante
Sono una troia serena
Felice
Quanto mi piace essere felice!
Sarà tutto vero
Così vero da non crederci
Vero come è stato tutto quello che ho voluto
Ma TU non vuoi
Non mi vuoi non mi vuoi
Come fai a non volermi
Questo mi turba
E con sospetto
Sto a chiedermi cosa voglio io
La mia sessualità è fiorita
Così matura e in polpa, ora
Non un intervallo per dare spazio a un pensiero qualsiasi
Ci sono io
Che attendo copiosa
Andate via!
Via.
lascio una stoffa di vestito nudo, intimo da annusare
in mezzo alla strada sporca
ai cani
martedì, 16 maggio 2006
Io e Lei siamo lì, che lottiamo , come figure di un pittore del Cinquecento Nero
Siamo lì, abbrancati come una mantide che fa l'amore con un passerotto. E, visti da lontano, sui pendii del fuoco arancione, glaciale di quella nube alla periferia di Roma, si potrebbe essere incerti se è coito, sonno o duello all'ultimo sangue. Finchè resta - e resta a lungo - la luce su quella montagna di luce d'aranci, su quell'ombrella spumeggiante ..
Poi, su quel pezzo di cielo si spengono i riflettori, pian piano.
P.P.Pasolini
martedì, 07 febbraio 2006
Su[ p ]POSIZIONI
Vorrei essere intelligente
Avere richieste d’ascolto su questioni importanti. Condizioni propizie ad intraprenderci, capire gli intenti prima delle intenzioni, appisolarsi su un ricamo di dita che tracciano linee immaginarie.
Quel giorno capirei cosa fare.
Ho ricevuto una domanda implicita e poco attenta. Ieri sera . si tornava da un posto qualunque. Chiacchiere a profusione, troppa luce, troppo.
Il muco m’attutiva i suoni e le cazzate, almeno quelle. Ho recitato la parte di quella che aspetta, rimane in disparte pur restando vigile. Agiata in un ozio forzato. e vicina a te. ti ho toccato il ginocchio destro accarezzandolo. Tu la coscia sinistra. Sotto al tavolo. Non volevi smettere.
Tutti facevano domande strane ieri. Io non ne facevo
All’inizio ero l’unica donna. per tutti. Una giovane donna.
un’altra è capitata fra noi col mio strano assenso. In genere sono una che sta a suo agio fra uomini. tanti , pochi, uno due. ..questione alla quale ho smesso di interrogarmi.
ho un uomo davanti, musicista. Inizia a dirmi che sente l’estate ormai vicina, che i suoi propositi sessuali si affinano, prendono il sopravvento. Tutto perde d’ importanza tranne il desiderio. È la sua stagione e i suoi picchi d’entusiasmo si palesano in ore particolarmente umide. I segni d’acqua ricercano le situazioni estreme. l' aiutano a ricordarsi d’esistere. non trovano soluzioni estreme, come ci si aspetterebbe. Si spaventano e stagnano un po’. ma questo ha una sua funzione.
io sono un segno d’acqua e tutto quello che so è che sono portata alla fluidità. ogni soluzione salina è per me primaria. come un medicamento. la giusta cura. Ottiene un riscontro immediato sul mio fisico. Umori, linfe, secrezioni. Mare. Maree. L’acqua madre del mio corpo.
C’è una vaghezza che mi prende
Il mio carattere più entusiasmante, divagare. Credo una malattia. Inizio a parlare di qualcosa e tutto si dirama, prende grandi forme ..di strade e cunicoli sotto. non sapere dove si arriva
tutto vero. Succede se la discussione si fa interessante. Mi sorprende d’impeto una manìa di grandezza. Ma non egoistica, perché ascolto. Una smania di curiosità eccentriche, per lo più banali che rendono la conversazione vivace, entusiasta entusiasmante . esausta , felice. Forse..
Si ride. questo è importante.
Non vorrei mai ci si spaventi della propria personale visione di se stessi. Soprattutto mentre ci si ascolta.
Quello di cui dubito, ma non di frequente, è che certi uomini siano realmente interessati ad una conversazione qualunque. Magari stanno lì a guardarti le movenze, l’apertura della bocca e le ciglia lunghe.allungandosi fin troppo con lo sguardo tra un battito e. Me ne cade una Sul piatto bianco. Scura ricurva , si esprime così. La interrogo sulla possibilità di aprirmi a qualcuno con naturalezza. mi guarda . Non ritento
Meno male che non ho le tette grandi. sarebbero promettenti solo in certe occasioni. Grandioccasioni.
Ovvio , se mi alzo mi guardano il culo. Ininterrotti. Questo lo so. glielo concedo, non li vedo..
In un attimo trovo l’occasione per uscire da questo posto terrificante.
Fuori . freddo . ripenso a come troppe volte mi domando se quello che dico sia vero mentre lo sto dicendo.
distogliermi da miei pensieri.ora.
respiro. Aria fredda. mi predispongo alla domanda. ‘Vuoi entrare nella mia macchina, nel frattempo?’ .. per non infreddolirti...
Un sì immediato parla prima di me. Viene prima di pensare. poi ammutolisce
Cammino verso l’auto, mentre lui da lontano disinnesca la sicura. Entro , mi siedo.
Rifletto un po’ meno fredda . sola.
Il musicista è un tipo gentile. Il musicista mi ha ospitato nella sua macchina per trenta secondi.
Lui ha ospitato il mio culo sul suo sedile anteriore.prima di trovarmi in un altro.
E mentre mi avvicinavo alla sua macchina, allontanandomi, me l’ha guardato.
comprimo e mi scaldo.
il musicista è un genio
[ ha le corde tese ]
martedì, 27 dicembre 2005
sedimenti/chi
non lasciare il passo che osa
non assecondare la fretta di un affanno
S.T.A.N.C.ANTE
come un'immobilità che inchioda
SCRIVO
per sentirmi esistere
scrivo altrove
per non trovar tracce troppo facili
TI VEDO
nebbioso di luce
lucente di scuro ombrarti
mi astengo e sono
sento le dita fremere tutte
chi infesto?
.. ...
ti infesto
ti conosco
ti invado
..qualcosa mi sfugge
mi sfuggirà sempre
lo ignoro e sto vicina..
ignorante del fatto di esserci -di essere qui- da te ..
chè .. se sapessi perchè sono qui non sarei qui
Felice di pensarti
di poterlo immaginare il tuo pensiero
La bellezza sarà CONVULSA o non sarà
domenica, 04 dicembre 2005
un punto che io trovo in superficie e affiora da sotto un punto ammaestrabile a d d o m e s t i c a b i l e volendolo una voglia allo sbaraglio certa precisa densa e sicura di qualcosa che desidera. di un effetto che auspica sfiora e raggiunge. e sovviene se solo inizia .. il resto la continuazione è un seguito certo anche senza continuare senza niente da aggiungere né da dividere.
.. è il resto che viene da sé
martedì, 15 novembre 2005
aspettare qualcosa d'indefinibile
desiderare l'inesistente
c'è un endometrio fisso qui e fa fatica
a sfaldarsi
.. cedere
in un quarto di giro
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in un quarto di me
giovedì, 06 ottobre 2005
Certo fu impressionante
la stabilità del desiderio.. giacevi accanto al mio fiancosinistro, insplendida apatia e a me non era poi così difficile sentire il tuo pensiero variabile negli umori e nelle ipocrisie
[ dispensami ]
da.
Alifi
mercoledì, 05 ottobre 2005
Racconta di una visione
Racconta di una visione, dimmi di una visione Fammi vedere quello che vedi Raccontami la visione Prima di ogni altra cosa parlami. Prima di tutto dimmi chi sei. Per primo dimmi che sei tu. Non voglio avere a che fare con altri te. Sei tu che siedi accanto ? Ti sdrai e dormi sopra. Io sono sotto. …pelle d’animale lunga.. sulla schiena carnale addosso. Un tappeto di nulla si posa senza peso… Il mio impermeabile lungo, fino ai capelli e i piedi nudi, scoperti. Tutto combacia. Il tuo corpo sopra al mio rovesciato… cuciture all’aria, scucite. e le mie natiche allungate sulle tue anche scoscese come ciglia bagnate che scrollano via l’inutile. Comprimi i tuoi dolori sui miei fianchi …e togli di dosso l’amarezza. Io rimango sola e mi ascolto, prima di ogni altra cosa, non più mia. Sola, solubile…Vago. Sdraiati e spegni. La luce è già lontana e, dentro, il buio non è solo assoluto. (lo assolvo) Di dentro un lumicino lo scalda piano. senza fermarsi .. a pensare Mi poso ancora. I miei sedimenti finalmente calmi, piatti. si son trovati. Silenzio…dimentica
Non pensare, non avere fretta, metti radici profonde
martedì, 04 ottobre 2005
L -senti ..ma hai qualcosa ..mmmm ___ della letteratura sui disturbi sessuali ?
S -perchè.. non ti senti bene ?
ahahahahahAHAHAHAHhhh
[quando la devianza diventa normalità]
lunedì, 03 ottobre 2005
Mi manchi tra le cosce. nel tuo mento improvviso s'infila piano la presenza nell'incavo dell'ascella nuda, sfiorita scema, non più mia che mi legava il corpo al tuo, impalpabile, imponderabile. non mi sento senza rumore come una goccia fredda viva. vorrei cercare un'allegria senza riso seria, profonda, fresca - un giorno da veglia, vigile al sonno. gioco a infilare spilli sul dito mignolo e vedere il colore che ho dentro -non mi spaventa-
invasa e dispersa _________
e il mio pensiero intimo, ascoltarti
Ho lasciato sul frigo la LISTAdellaSPESA insieme alle cose da fare:
rendi magro il burro consuma lentamente i ricciolini voglio estenuare il tuo pensiero per me, prima di consumarlo del tutto. tu sei ricciolino di burro e non posso più tenerti sotto la lingua morbido o indurirti nel frigo per ridarti forma. io resto di burro ad arricciarmi sola tutt'intorno a un buchino da riempire
Ti bacio solo un pò sola e lontana per le emozioni
tutto è rosso qui. sangue fermo ormai sarò donna fino all' e s t e n s i o n e
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